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	<title>isernino.com &#124; isernia e provincia &#187; Molise</title>
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		<title>Associazioni di Cerro al Volturno incontrano Tedeschi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:41:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’ Associazione Socio-Culturale Quercus Cerri, dopo il proficuo incontro tenutosi Sabato 21 Gennaio presso l’Aula Magna G. Di Renzo dell’ Istituto Comprensivo Dante Alighieri di Cerro alVoltruno riguardante la bozza del piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2013/2014 chevedrebbe l’istituto comprensivo Dante Alighieri essere accorpato con l’istituto scolastico di Colli aVolturno con conseguente perdita della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic -->L’ Associazione Socio-Culturale Quercus Cerri, dopo il proficuo incontro tenutosi Sabato 21 Gennaio presso l’Aula Magna G. Di Renzo dell’ Istituto Comprensivo Dante Alighieri di Cerro alVoltruno riguardante la bozza del piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2013/2014 chevedrebbe l’istituto comprensivo Dante Alighieri essere accorpato con l’istituto scolastico di Colli aVolturno con conseguente perdita della direzione didattica a favore di quest’ultima, proporrà, Giovedì 26 Gennaio alle ore 18 presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale un ulterioreincontro con le Associazioni operanti sul territorio di Cerro al Volturno, i cittadini, i genitori e leattività commerciali del nostro paese, alla presenza dell’assessore delegato all’ istruzione per laProvincia di Isernia il Dott. Antonio Tedeschi che illustrerà meglio le direttive che sono venutefuori nelle riunioni che i sindaci della Provincia ed il personale scolastico hanno tenuto presso laProvincia ed il piano di dimensionamento cosa prevede e cosa comporterebbe nel caso diventasseufficiale per la comunità di Cerro al Voltruno
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		<title>Riflessioni di A. Iacovone sulle &#8220;zone franche&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:34:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggo spesso le iniziative del dott. Enzo Delli Quadri e dell’ Associazione Almosava circa la riunificazione Alto Molise – Alto Sangro – Alto Vastese, in ultimo la intervista rilasciata circa la sua proposta per salvare i piccoli centri di questa area. Credo anch&#8217; io che questo processo di aggregazione sia un fatto ineludibile se vogliamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic -->Leggo spesso le iniziative del dott. Enzo Delli Quadri e dell’ Associazione Almosava circa la riunificazione Alto Molise – Alto Sangro – Alto Vastese, in ultimo la intervista rilasciata circa la sua proposta per salvare i piccoli centri di questa area.</p>
<p>Credo anch&#8217; io che questo processo di aggregazione sia un fatto ineludibile se vogliamo continuare ad avere qualche speranza di sopravvivenza e qualche opportunità per i nostri giovani di rimanere nel territorio e/o area ove si è cresciuti e compiuti gli studi elementari, medi e superiori e da qualche anno anche universitari ( per quelli che hanno scelto la Università del Molise ).</p>
<p>Del resto lo stesso dettame legislativo che parte dalla prima riforma delle autonomie locali ( legge 142/90) , per arrivare a quelle del 2011 ( leggi 128 e 148) creano questa opportunità e spingono in tale direzione.</p>
<p>La strada è già tracciata anche dagli ultimi provvedimenti adottati sia dal Governo Berlusconi, che dal Governo Monti, che dalle proposte di leggi, in discussione al Parlamento Italiano, in materia di soppressione delle Province.</p>
<p>Credo, anche, che una simile aggregazione di territori debba essere accompagnata da una sorte di legge speciale che li consideri, appunto, come dice il dr. Delli Quadri, &#8221; aree franche&#8221; con tutte le agevolazioni fiscali ed altre provvidenze da far giungere con corsie preferenziali date le peculiarità che essi ( territori) hanno.</p>
<p>Credo, anche, che questo percorso non sarà facile e soprattutto breve , sia perchè è difficile smuovere una apatia e una rassegnazione che mi sembrano latenti nelle nostri popolazioni, sia &#8211; soprattutto- per gli ostacoli che saranno frapposti da quei soggetti, organismi e istituzioni miranti alla conservazione dello status quo e quindi di fette di potere!.</p>
<p>Comunque bisogna crederci e provarci e bisogna dare atto, in questo momento, all&#8217; impegno che l&#8217; Associazione Almosava sta producendo in tal senso.</p>
<p>E’ importante, comunque, una forte azione di tipo culturale ed informativa non indifferente per addentrarsi in progetti e prospettive diverse e che l&#8217; evoluzione dei tempi consegnerà ai giovani.</p>
<p>Quindi l’ assioma “ GIOVANI e COESIONE” rivestirà una fondamentale importanza.<br />
Albino Iacovone
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		<title>Ristampate 2 pubblicazioni riguardanti folklore di Frosolone</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 11:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ristampate, dall’editore Palladino di Campobasso, due pubblicazioni ottocentesche riguardanti il folklore di Frosolone. La prima è “Perle Nostrane” di Nunzia Mancini, una raccolta di 40 ninne nanne del 1885. La seconda è “Giochi d’Amore” di Nicola Maria Fruscella, un breve saggio del 1886, riguardante i pronostici per il fidanzamento e il matrimonio. Si tratta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><a href="http://isernino.com/wp-content/uploads/2012/01/copertina-libro.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4795" title="copertina libro" src="http://isernino.com/wp-content/uploads/2012/01/copertina-libro-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<p>Ristampate, dall’editore Palladino di Campobasso, due pubblicazioni ottocentesche riguardanti il folklore di Frosolone.</p>
<p>La prima è “Perle Nostrane” di Nunzia Mancini, una raccolta di 40 ninne nanne del 1885. La seconda è “Giochi d’Amore” di Nicola Maria Fruscella, un breve saggio del 1886, riguardante i pronostici per il fidanzamento e il matrimonio.</p>
<p>Si tratta di due monografie piuttosto rare e importanti in ragione dell’epoca in cui vennero edite. Nunzia Mancini e Nicola M. Fruscella (che erano moglie e marito) vivevano a Frosolone e attinsero dalle tradizioni popolari del luogo gli argomenti trattati nelle due pubblicazioni.</p>
<p>“Perle Nostrane” e “Giochi d’Amore” sono dei piccoli scrigni che hanno conservato antiche gemme di cultura popolare. Per la loro riedizione anastatica, l’editore Palladino ha ottenuto la collaborazione del maggiore demologo molisano, Mauro Gioielli, il quale ha firmato l’Introduzione della ristampa, soffermandosi sulla figura di Nunzia Mancini, che è stata in assoluto la prima donna molisana a pubblicare uno studio sul folklore molisano, e che fu una antesignana anche a livello nazionale giacché anticipò gli analoghi studi folklorici a cui si dedicò a fine ottocento Grazia Deledda, alla quale sarà poi assegnato il Premio Nobel per la letteratura.</p>
<p>Edit News</p>
<p>Communications
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		<title>Che fine ha fatto la cupeta?</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 11:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che fine ha fatto la cupeta? Un pezzettino di molisanità rischia d’essere cancellata. Per chi non lo sapesse, la cupeta molisana è l’ava del torrone. In un vocabolario dialettale, si legge questa definizione: «Copeta, sorta di torrone, fatta con pasta di zucchero, mandorle, nocciole». Il glottologo Ernesto Giammarco scrisse ch’era preparata con «mandorle o noci, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic -->Che fine ha fatto la cupeta? Un pezzettino di molisanità rischia d’essere cancellata.</p>
<p>Per chi non lo sapesse, la cupeta molisana è l’ava del torrone. In un vocabolario dialettale, si legge questa definizione: «Copeta, sorta di torrone, fatta con pasta di zucchero, mandorle, nocciole». Il glottologo Ernesto Giammarco scrisse ch’era preparata con «mandorle o noci, sapa e miele», aggiungendo che si trattava d’un «cibo rituale di Natale». La cupeta si consumava anche nei riti del Capodanno. A Campobasso era offerta alle compagnie che, la notte del 31 dicembre, giravano per le maitunate e che, facendo la questua, si ritrovavano «na sacca enta de suolde e de cupeta» (come scrisse il poeta Giuseppe Altobello).</p>
<p>Una volta, quindi, c’era la cupeta, ora non più. Oggi c’è il torrone, che però è stato “inventato” molto dopo, nel 1441 a Cremona. La cupeta è precedente di vari secoli, e che sia un dolce d’antica origine lo indica pure il nome, che deriva dal latino cuppedia (o cupedia), che sta per «ghiottoneria, leccornia». Gli antichi Romani donavano il miele come strenia, che serviva ad auspicare, per effetto d’una magia imitativa, un futuro dolce come il regalo. Per quanto concerne le mandorle, le noci e le nocciole, una credenza del folklore agricolo vuole che siano consumate perché favoriscono la fecondità.</p>
<p>Ora che s’avvicina Natale, mi chiedo: «Che fine ha fatto la vera cupeta, l’antica e genuina cupeta molisana?». E non ottengo risposta perché ormai a nessuno gliene frega più niente. Appena ti giri, cambiano tutto. Ora c’è il torrone e te lo spacciano per un dolce lombardo, qualcuno lo definisce addirittura “padano”.</p>
<p>Pensare che una volta c’era la tombola; poi hanno fatto sparire pure quella per far posto al bingo. Tra un po’ anche il Bambinello del presepe sarà un Cicciobello e la Madonna una Barbie.<br />
Mauro Gioielli
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		<title>Il Molise a &#8220;Intima Lente&#8221;, rassegna di film</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 10:38:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dall’8 all’11 dicembre a Caserta, presso i locali OfCA e Labyrintho si svolgera’ Intima Lente, rassegna di film etnografici e antropologici. Oltre 40 documentaristi da tutto il mondo saranno presenti con le loro opere: dagli Stati Uniti all’India, dall’Iran al Brasile, a Cuba e sostanzialmente da tutta Europa. Ovviamente una particolare attenzione viene data alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic -->Dall’8 all’11 dicembre a Caserta, presso i locali OfCA e Labyrintho si svolgera’ Intima Lente, rassegna di film etnografici e antropologici.<br />
Oltre 40 documentaristi da tutto il mondo saranno presenti con le loro opere: dagli Stati Uniti all’India, dall’Iran al Brasile, a Cuba e sostanzialmente da tutta Europa. Ovviamente una particolare attenzione viene data alle produzioni italiane, oltre una ventina, dalla Val d’Aosta alla Sicilia, in un ventaglio di proposte geograficamente rappresentativo.<br />
Le tematiche suggeriranno riflessioni sulle tradizioni folkloriche e su spaccati di antropologia urbana.<br />
Ideato da Aldo Colucciello e Augusto Ferraiuolo, questo festival si propone come uno dei più importanti del settore in Italia.</p>
<p>Tra i documentari scelti per la rassegna casertana c’è anche «L&#8217;Uomo, l&#8217;Animale, la Maschera: quattro carnevali italiani», realizzato nel 2008 dal demologo isernino Mauro Gioielli e dall’editore Palladino di Campobasso. Il video documenta le tradizioni carnevalesche di Castelnuovo al Volturno (Cervo), Tufara (Diavolo), Putignano (Orso) e Samugheo (Urtzu e Mamutzones).<br />
La proiezione è prevista per sabato 10 dicembre, alle ore 19, nei locali dell’OfCA a Caserta, in via Cesare Battisti 76.</p>
<p>Per ulteriori informazioni<br />
www.intimatelensfestival.com</p>
<p>Associazione Culturale B.R.I.O. Brillanti realtà in osservazione<br />
Via La Frazia 37<br />
82018 Calvi (BN)<br />
Tel/fax 0039.0824.33.01.32</p>
<p>info@associazionebrio.eu</p>
<p>http://www.associazionebrio.eu/home.html</p>
<p>http://www.associazionebrio.eu/gallery.html</p>
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		<title>Consulta Comunale Bojano elegge Presidente</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 11:02:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Consulta comunale CITTA’ DI BOJANO. Una seduta per ripartire da capo. VENERDI’ 18 NOVEMBRE A PALAZZO COLAGROSSO PER ELEGGERE IL NUOVO PRESIDENTE. Torna a riunirsi la Consulta Comunale Città di Bojano, dopo la lunghissima parentesi elettorale che ha bloccato i lavori delle varie commissioni, perdendo per strada Presidente e vice Presidente. La convocazione dell’Assemblea Straordinaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic -->Consulta comunale CITTA’ DI BOJANO. Una seduta per ripartire da capo.</p>
<p>VENERDI’ 18 NOVEMBRE A PALAZZO COLAGROSSO PER ELEGGERE IL NUOVO PRESIDENTE.</p>
<p>Torna a riunirsi la Consulta Comunale Città di Bojano, dopo la lunghissima parentesi elettorale che ha bloccato i lavori delle varie commissioni, perdendo per strada Presidente e vice Presidente. La convocazione dell’Assemblea Straordinaria da parte del Sindaco, Antonio Silvestri, è stata sollecitata da un documento sottoscritto da tutte le associazioni, comitati, gruppi e organizzazioni aderenti, in considerazione dell’alto valore democratico dell’organo consultivo, che è il raccordo attuativo, al di là e oltre la rappresentanza elettorale, tra le istituzioni e il territorio. L’assemblea straordinaria è stata convocata per venerdì 18 novembre alle 19.00, presso la Sala Consiliare “Roberto Colalillo” di Palazzo Colagrosso, al fine di dare seguito alle attività intraprese e procedere alla elezione del nuovo presidente. Del Direttivo della Consulta, infatti, è rimasto solo il Segretario, Palmina Cappussi, dato che sia il Presidente che il vice Presidente avevano dato le dimissioni per candidarsi alle recenti consultazioni elettorali regionali. Sarà proprio quello delle candidature all’interno del direttivo un argomento di discussione per una eventuale modifica del Regolamento per il funzionamento della Consulta, per evitare, come in questo caso, il blocco delle attività, con conseguenze negative sulla rappresentanza popolare democratica vaticinata all’atto della costituzione.</p>
<p>CONSULTA COMUNALE</p>
<p>CITTA’ DI BOJANO</p>
<p>Il Segretario e Addetto Stampa</p>
<p>Dr. Palmina Cappussi
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		<title>ANTONELLA MANNA RAPPRESENTANTE FIDAPA BOJANO</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 10:56:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ANTONELLA MANNA RAPPRESENTERA’ LA FIDAPA IN SENO ALLA CONSULTA COMUNALE DI BOJANO Sarà la giovane Antonella Manna a rappresentare la Fidapa BPW in seno alla Consulta Comunale Città di Bojano. Antonella è stata presentata e proposta dalla Presidente di Bojano della Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari – International Federation of Business And Professional Women, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic -->ANTONELLA MANNA RAPPRESENTERA’ LA FIDAPA IN SENO ALLA CONSULTA COMUNALE DI BOJANO</p>
<p>Sarà la giovane Antonella Manna a rappresentare la Fidapa BPW in seno alla Consulta Comunale Città di Bojano. Antonella è stata presentata e proposta dalla Presidente di Bojano della Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari – International Federation of Business And Professional Women, Mina Cappussi, nel corso dell’ultima Assemblea ordinaria, tenutasi sabato 5 novembre. Il consesso ha ratificato all’unanimità la nomina della rappresentante in seno all’organo consultivo del Consiglio Comunale di Bojano, con l’obiettivo di avviare un avvicinamento fattivo alle nuove generazioni, per divulgare i temi di dibattito di quella che è considerata tra le più influenti organizzazioni mondiali volta alla valorizzazione delle donne che si impegnano, e si distinguono, in ogni ambito professionale e artistico. “Sono orgogliosa e soddisfatta – il commento della Presidente Cappussi – di aver ricevuto il consenso unanime dell’Assemblea. Sapevo della raccolta di firme in atto tra le associazioni della città per sollecitare la convocazione della Consulta, e ho voluto procedere alla nomina prima della mia partenza per il Sud America. Sono certa che Antonella Manna saprà ben rappresentare la Fidapa, che ha festeggiato i 25 anni di vita a Bojano e gli 80 nel mondo, all’interno dell’organo consultivo. L’impegno è quello di offrire il contributo delle donne e delle professioniste all’attività di gestione della città, e contemporaneamente attirare una sempre maggiore visibilità del sodalizio per il coinvolgimento dei giovani. In questa direzione va letta la decisione di affidare la delega, che tocca di diritto alla Presidente. Una decisione condivisa da tutte le socie e pertanto rafforzata dalla volontà comune del sodalizio che, non a caso, ha approvato la proposta di dimezzare la quota sociale per le nuove iscritte. Ad Antonella Manna auguro un buon lavoro e mi complimento, anche a nome di tutta la Fidapa, con i genitori, Annarita e Ferdinando.</p>
<p>FIDAPA PBW</p>
<p>Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari</p>
<p>International Federation of Business And Professional Women</p>
<p>Sezione di Bojano
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		<title>Il paesaggio agrario, sintesi di uomo e natura</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 10:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Associazione Nazionale per la tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione PROGETTO NAZIONALE DI EDUCAZIONE AL PATRIMONIO CULTURALE E AL PAESAGGIO: ”IL PAESAGGIO RACCONTATO DAI RAGAZZI. NARRAZIONI E IMMAGINI NELL’ERA DIGITALE” 2011-2012 CORSO DI AGGIORNAMENTO PER I DOCENTI Educazione al Paesaggio: dalla Conoscenza e Consapevolezza alla Creatività - Seminario di avvio - “Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic -->Associazione Nazionale per la tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione</p>
<p>PROGETTO NAZIONALE DI EDUCAZIONE AL PATRIMONIO CULTURALE E AL PAESAGGIO:<br />
”IL PAESAGGIO RACCONTATO DAI RAGAZZI. NARRAZIONI E IMMAGINI NELL’ERA DIGITALE”</p>
<p>2011-2012<br />
CORSO DI AGGIORNAMENTO PER I DOCENTI<br />
Educazione al Paesaggio: dalla Conoscenza e Consapevolezza alla Creatività<br />
- Seminario di avvio -<br />
“Il paesaggio agrario, sintesi di uomo e natura”</p>
<p>Termoli, 11 Novembre 2011<br />
Liceo Artistico Statale “B. Iacovitti”- Termoli, Via Corsica, 135</p>
<p>9.30 ISCRIZIONE PARTECIPANTI<br />
10.00 INTERVENTI DI APERTURA</p>
<p>Antonio Franzese &#8211; Dirigente scolastico scuola ospitante</p>
<p>Mario Iannantuono &#8211; Presidente della sezione di IN di Campobasso Anna Paolella &#8211; Ufficio Scolastico regionale Molise</p>
<p>Adriana Avenanti &#8211; Referente regionale Abruzzo per il Patrimonio Culturale<br />
Aldo Riggio &#8211; Coordinatore Nazionale IN Educazione al Patrimonio</p>
<p>Al termine verranno rilasciati gli attestati di presenza ai docenti.</p>
<p>Con il contributo dell’Azienda lattiero casearia “Del Giudice” di Termoli</p>
<p>A cura delle sezioni di Italia Nostra onlus di Campobasso e Pescara
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		<title>HALLOWEEN, origini Molisane e Abruzzesi</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 15:32:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Molise]]></category>
		<category><![CDATA[ABRUZZESI]]></category>
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		<category><![CDATA[Halloween]]></category>
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		<description><![CDATA[Anticamente, il giorno di Ognissanti, nei paesi molisani dell’area matesina, gruppi di questuanti si presentavano davanti agli usci delle case e urlavano «Ciciotti per l’anima dei morti» [1], ottenendo legumi e frutta di stagione. La mattina della ricorrenza dei Defunti, nelle località abitate dalle minoranze slave del Molise, schiere di bambini andavano «di casa in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><a href="http://isernino.com/wp-content/uploads/2011/10/zucca-antropomorfa.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4615" title="zucca antropomorfa" src="http://isernino.com/wp-content/uploads/2011/10/zucca-antropomorfa-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a></p>
<p>Anticamente, il giorno di Ognissanti, nei paesi molisani dell’area matesina, gruppi di questuanti si presentavano davanti agli usci delle case e urlavano «Ciciotti per l’anima dei morti» [1], ottenendo legumi e frutta di stagione. La mattina della ricorrenza dei Defunti, nelle località abitate dalle minoranze slave del Molise, schiere di bambini andavano «di casa in casa gridando: bumblice! bumblice!» [2] e ricevevano in dono dolcetti.<br />
La richiesta rituale formulata durante tali questue, com’è facile notare, equivale alla frase pronunciata dai ragazzini nordamericani per la ricorrenza di Halloween: «Trick or treat» (Dolcetto o scherzetto). Difatti, gli elementi caratteristici della festa di Halloween sono gli stessi di consimili usanze italiane, un tempo abbastanza diffuse e che persistono in alcune aree culturali. Il più distintivo di tali elementi è senz’altro la zucca antropomorfa [3], riscontrabile in specifici riti calendariali di varie regioni [4], fra cui l’Abruzzo e il Molise.</p>
<p>La zucca e la candela<br />
Nella seconda metà dell’Ottocento, Antonio De Nino, trattando la commemorazione dei Defunti in Abruzzo, dà notizia di «monelli chietini» che vanno «a picchiare e ripicchiare in tutti i portoni. Recano anche in giro delle zucche vuote con fori che vi rappresentano occhi, naso e bocca di un teschio e con un lumicino dentro. Pongono questi arnesi anche sulle finestre» [5]. Poi aggiunge che a Canzano Petruzio, «sulle porte delle case, mettono lumi coperchiati con zucche vuote e coi soliti fori da somigliare [a] occhi e nasi di teschi» [6].<br />
Pressoché identica era la tradizione di Lanciano dove, la vigilia del giorno dei Morti (ma a volte anche nelle sere precedenti e successive), gruppetti di ragazzi con un temperino scolpivano a mo’ di volto una zucca oblunga (chiamata cucocce dell’anema de le murte, o semplicemente l’anema de le murte). Dentro l’ortaggio scavato ponevano una candela accesa, ottenuta riciclando la cera recuperata da quella colata dai lumini del camposanto. Poi infilavano la zucca su una canna alta circa due metri e giravano per le strade, cantilenando così: «L’anema de le murte&#8230; tà tà tà! L’anema de le murte&#8230; tà tà tà!» [7].<br />
Anche nel Molise, a Pescolanciano, fino a pochi decenni fa, la vigilia e la sera di Ognissanti, sui davanzali delle finestre e agli angoli delle strade buie, per far paura ai passanti, si esponevano delle zucche intagliate a somiglianza d’un cranio, con all’interno un piccolo cero [8].</p>
<p>La festa di san Martino<br />
Il già menzionato De Nino attesta l’uso delle cucurbitacee anche in occasione della festa di san Martino: «La vigilia a notte, figuriamoci di stare in mezzo a un vero baccano, anzi a un vero baccanale [...]. I giovinastri del paese ci si sono preparati per tempo. Ciascuno tiene in serbo una zucca vuota. [...] In Ortucchio, alla vuota zucca si fanno dei buchi a forma di occhi, bocca e naso. Dentro vi si adatta una candela. Nel cocuzzolo si legano due corni più o meno lunghi. L’operazione si compie con l’infilare ad un palo la zucca cornuta. Fatta notte, si accendono le candelette di questi strani lanternoni (forse i cerei dei saturnali), e si gira per il paese al grido di Viva san Martino! Viva le corna!».[9]<br />
Gennaro Finamore accenna a medesime tradizioni abruzzesi, caratterizzate anche dal frastuono: «Ne’ nostri comuni, forse senza eccezione, nelle prime ore della notte che pre­cede la festa [di san Martino], un’accozzaglia di monelli e di beceri chiama a raccolta le persone più notoriamente devote al santo; e con qualche tamburo vecchio, campanacce, padelle, cannelli di canna da urlarvi dentro, e altri strumenti di simil fatta, portando lumi dentro delle zucche vuote, vanno in giro e strepitano più che mai innanzi alle case di coloro che alla finta processione sono in obbligo di andare per far onore al patrono».[10]<br />
Nel Molise, un rituale corrispondente si ripete annualmente a Chiauci, in provincia di Isernia. Anticamente veniva effettuato l’11 novembre ma da alcuni anni lo si fa coincidere col sabato precedente (com’è stato nel 2008) [11] oppure con quello successivo (come è accaduto nel 2009). Ecco la descrizione che ne fa Carmine Di Vincenzo. «&#8230;a Chiauci, per la festa di San Martino, in tutte le case si preparano gli gnocchi (cavati) al sugo di carne di maiale. Viene anche cucinata la zucca con le patate pistate condite con la pancetta. Nel pomeriggio i ragazzini allestiscono un fantoccio imbottendolo di paglia; come testa utilizzano una zucca. La cucurbitacea, svuotata, viene intagliata per ottenere il profilo della bocca, del naso e degli occhi. Al suo interno si sistema una candela accesa oppure un lumino. Al buio la luce si diffonde dai fori incisi nella zucca che, vista da lontano, appare spettrale. I ragazzi si nascondono nei pressi e quando sta per arrivare qualcuno fanno un gran rumore e gridano come forsennati fino a far scappare il passante. All’imbrunire, in piazza, si accende un falò con la legna raccolta dagli stessi ragazzini e, in corteo, si trasporta il fantoccio in giro per le vie del paese gridando: «Ué ué, Sante Martì’, tutte le corna a le Quasarì’» (Quasarine è un rione del paese). Non mancano gli sfottò ed i doppi sensi. Alla fine del corteo il pupazzo viene bruciato sul grande falò, a segnare la fine dei chiacchiericci e delle malelingue».[12]<br />
Rifacendosi a tali usanze, Ernesto Giammarco, nel suo Dizionario Abruzzese e Molisano, alla voce “sammartine” scrive: «&#8230;maschera ricavata dalla zucca e illuminata all’interno da una candela, che i ragazzi portano in giro alla vigilia di S. Martino (10 novembre) per avere doni».[13]</p>
<p>Mauro Gioielli<br />
www.maurogioielli.net</p>
<p>Note<br />
[1] D. Piombo, Morcone, in Il Regno delle Due Sicilie descritto ed illustrato da Filippo Cirelli, vol. XIV, “Molise”, Napoli 1853-1858, p. 24. La monografia fu redatta da Piombo nel 1855. A quel tempo Morcone era in provincia di Campobasso; nel 1861 passò alla provincia di Benevento.<br />
[2] M. Resetar, Die Serbokroatischen Kolonien Suditaliens, Vienna 1911 (edizione italiana: Le colonie serbocroate nell’Italia Meridionale, a cura di W. Breu e M. Gardenghi, Campobasso 1997, p. 76). Nel libro di Resetar, la notizia della questua nel giorno dei Morti è ribadita, laddove egli scrive che in tale ricorrenza «i bambini vanno per le case a chiedere le bublice. Si danno loro fichi, mandorle, noci, mele, filze di sorbe, e chi non ha tutto questo dà loro fave da sgranocchiare» (op.cit., ed. ital., p. 187). Le bumblice o bublice forse sono delle ciambelle salate (op.cit., ed. ital., p. 239).<br />
[3] La zucca intagliata a forma di testa, con occhi, naso e bocca, è elemento tipico di riti che si effettuano (o si effettuavano) la vigilia delle calende di novembre (in qualche caso pure nei giorni precedenti) o in date ricadenti nella prima decade dello stesso mese (a volte, fino alle idi). In via eccezionale, anche in altri mesi dell’anno.<br />
[4] Le fonti scritte e orali testimoniano l’uso rituale delle cucurbite in tutte le regioni italiane. A titolo d’esempio, segnalo le lumere lombarde, la suca baruca (o suca santa) veneta, la piligréna emiliana, le mortesecche umbre e toscane, le cocce priatorje pugliesi.<br />
[5] A. De Nino, Usi e costumi abruzzesi, vol. I, Firenze 1879 (ristampa, Cerchio 1988, p. 61).<br />
[6] A. De Nino, op. cit., p. 86.<br />
[7] Testimonianza di Angelo Gioielli (nato a Lanciano il 14 giugno 1928).<br />
[8] Testimonianze di Ersilia Pellegrino (nata a Pescolanciano il 6 marzo 1935) e Aida D’Onofrio (nata a Pescolanciano il 12 ottobre 1934).<br />
[9] A. De Nino, op. cit., p. 74.<br />
[10] G. Finamore, Credenze, usi e costumi abruzzesi, Palermo 1890, pp. 184-185.<br />
[11] Nel 2008, l’8 novembre, ho condotto un’indagine sulla festa di san Martino a Chiauci, ed ho anche prodotto una copiosa documentazione fotografica.<br />
[12] C. Di Vincenzo, La festa di San Martino a Chiauci, «Extra», a. XV, n. 38, 8 novembre 2008, pp. 16-17.<br />
[13] E. Giammarco, Dizionario Abruzzese e Molisano, vol. IV, Roma 1979, p. 1815. Il Dizionario italiano ragionato di G. D’Anna, alla voce “zucca”, spiega che la cucurbita maxima veniva usata «dai ragazzi per realizzare teste di fantocci rustici o maschere».
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		<title>A Isernia Vince Iorio</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 09:54:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Isernia, Michele Iorio (51,63%) ha vinto nettamente, staccando Di Laura Frattura (38,76%) di oltre 1.700 voti. Fra le liste, il voto delle regionali ha fatto registrare la prevalenza di Progetto Molise, che diventa il primo partito in città, a pari merito con il PdL, ottenendo 2.562 voti e una percentuale del 20,66%. A trainare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic -->A Isernia, Michele Iorio (51,63%) ha vinto nettamente, staccando Di Laura Frattura (38,76%) di oltre 1.700 voti.</p>
<p>Fra le liste, il voto delle regionali ha fatto registrare la prevalenza di Progetto Molise, che diventa il primo partito in città, a pari merito con il PdL, ottenendo 2.562 voti e una percentuale del 20,66%. A trainare PM è stato soprattutto Lucio De Bernardo che ha ottenuto la fiducia di ben 901 elettori, seguito dal sindaco Gabriele Melogli con 570 preferenze.</p>
<p>Oltre che primo nel suo partito, De Bernardo a Isernia è stato in assoluto il più votato, precedendo Camillo Di Pasquale (PdL, 760 preferenze), Cosmo Tedeschi (IdV, 599 preferenze) e lo stesso Melogli; quinta, Maria Teresa d’Achille (IdV, 426 preferenze).</p>
<p>Fra i partiti di centrosinistra, ha prevalso l’IdV col 14,32%, che ha quasi doppiato il PD fermo al 7,41%.
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