Consulta ANCI Piccoli Comuni: SCUOLA
La Consulta ANCI Piccoli Comuni e la V Assemblea della Consulta nazionale riunitesi a Trieste il 24 ottobre 2008
Nel condividere il seguente ordine del giorno approvato dal Consiglio nazionale ANCI il 22 ottobre u.s., in merito alla prevista riorganizzazione scolastica, sottolineano la necessità di posticipare, innanzitutto, i termini previsti in ordine agli interventi di ridimensionamento scolastico.
Nel contempo, la Consulta nazionale e le Consulte regionali dei Piccoli Comuni dell ANCI sono pronte e disponibili sin d ora ad avviare un confronto di merito fra tutti i livelli istituzionali, per fornire ogni utile contributo alla definizione di un piano di riorganizzazione scolastica che contemperi le esigenze di razionalizzazione e risparmio con la garanzia del diritto allo studio soprattutto nei piccoli Comuni.
La Consulta ANCI Piccoli Comuni sottolinea come una efficace razionalizzazione del sistema scolastico non si possa attuare partendo da numeri astratti, ma debba scaturire unicamente dopo un confronto che coinvolga tutte le istituzioni, Comuni, Province e Regioni, presenti sul territorio.
In modo particolare, per i piccoli Comuni è indispensabile che le necessità di risparmio si coniughino con risposte alle esigenze del territorio, per evitare che, complessivamente, la Repubblica a cui tutte le istituzioni appartengono, debba impegnare pari o maggiori risorse di quelle risparmiate a danno dell istruzione, per continuare a garantire il diritto allo studio
Ordine del Giorno: “Dimensionamento scolasticoâ€
PREMESSO
che l art. 64 del decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008, convertito in legge n. 133 del 6 agosto 2008, prevede disposizioni in materia di organizzazione scolastica
CONSIDERATO
che si condivide la necessità di riorganizzare – efficientemente – le risorse dedicate all istruzione nel nostro Paese, in modo di elevarne la qualità a vantaggio e garanzia del diritto allo studio di ogni cittadino
RISCONTRATO
che su un tema di così ampia portata, con così forti ripercussioni sociali ed economiche, è indispensabile concordare pienamente il piano di riordino con tutti i soggetti interessati nei modi e nei tempi dovuti e che i Comuni e l ANCI intendono contribuire attivamente al riordino previsto al fine di poter valutare le ripercussioni che tale razionalizzazione provocherà su tutto il territorio nazionale, in particolare nei piccoli Comuni, ivi comprese quelle derivanti dalla prevista riorganizzazione della scuola primaria, con specifico riferimento ai servizi, al trasporto scolastico e ai necessari adeguamenti strutturali.
CONSIDERATO
che, fino ad oggi, nè il Piano Programmatico previsto dall articolo 64 del decreto legge 112/2008, né i provvedimenti governativi in materia di scuola, tengono conto della posizione dei soggetti istituzionali coinvolti e che il risparmio derivante dall attuazione delle disposizioni in materia di organizzazione scolastica non viene totalmente reinvestito nella scuola
PRESO ATTO
che con il DL n. 154 del 7 ottobre 2008, all art.3 si anticipano al 30 novembre 2008 i termini per la definizione dei piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali, diffidando tali istituzioni ad adempiere entro i successivi 15 giorni, oltre il quale termine sarà nominato un commissario ad acta, con eventuali oneri posti a carico di regioni ed enti locali
RITENUTO
che il ricorso alla decretazione di urgenza su una materia tutelata dalla Costituzione agli artt. 33 e 34, svilisce e svuota di significato il confronto e la condivisione su una riforma che riguarda la crescita e lo sviluppo delle giovani generazioni e, quindi, il futuro della nostra società , ancor prima delle istituzioni competenti che hanno, comunque, il diritto ma anche il dovere di intervenire in materia
FA APPELLO
al Presidente del Consiglio, al Governo ed al Parlamento, affinché siano posticipati i tempi di attuazione previsti dal DL n. 154 del 7 ottobre 2008 e, contestualmente, siano avviati i tavoli di confronto di merito presso ogni sede competente per consentire la dovuta concertazione con le autonomie locali ed attuare efficacemente il dimensionamento scolastico.
