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Molise October, 23rd 2008 by admin

Presentazione della mostra documentaria “La 1ª Sagra del Ma­tese del 1929”

Ieri pomeriggio, presso la biblioteca comunale “Michele Romano”, c è stata la presentazione della mostra documentaria “La 1ª Sagra del Ma­tese del 1929”, curata da Antonietta Santilli ed Elisabetta D Onofrio della Soprintendenza archivi­stica per il Molise.

Presenti, oltre alle due curatrici, anche l assessore regionale al turismo Franco Giorgio Marinelli, il soprintendente archivistico Elena Glielmo e il vicesindaco di Isernia Giovancarmine Mancini.

Proprio Man­cini ha aperto la serata. Questo il suo intervento:

La Prima Sagra del Matese fu un raduno organizzato nel periodo fascista, sull onda d un rinnovato interesse per il folklore promosso dal governo dell epoca ed attuato grazie soprattutto all OND (Opera Nazionale Dopolavoro), fondata pochi anni prima.

La Sagra si tenne il 30 giugno 1929, nel pianoro di Campitello. Vi parteciparono gruppi in costume di ben numerosi paesi e, a livello spettacolare ed emotivo, fu un successo la cui eco si diffuse a livello nazionale.

La manifestazione fu ideata e coordinata da Cesare Federico Bevilacqua, Console della 133ª legione “Lupi del Matese”, il quale ce ne ha lasciato un resoconto dettagliato. Come ogni grande manifestazione pubblica a quel tempo, la Sagra godette dell organizzazione e della presenza distintiva delle milizie del fascio. Ma lo scopo non fu solo propagandistico, giacché l evento condusse ad una reale riscoperta, salva­guardia e diffusione delle tradizioni folkloriche della provincia molisana.

Furono indossati splendidi costumi popolari, in alcuni casi ricostruiti per l occasione sulla base di fonti orali e sul ricordo delle pratiche di tessitura e coloritura affidate alla cultura artigianale e domestica.

Non pochi i suonatori di strumenti etnici, fra cui zampogne, ciaramelle, fisarmoniche e organetti, che accompagnarono canti corali e solistici, oppure antiche danze popolari come le tarantelle, le ballarelle, le spallate e le lavannare (danze delle lavandaie).

I momenti salienti della Prima Sagra del Matese furono ripresi in un filmato dell Istituto Luce, della durata di circa un ora e mezza. Purtroppo, di quel documenta­rio restano solo pochi minuti, tuttavia in grado di dare, ancora oggi, a distanza di quasi 80 anni, il senso dell elevato grado di partecipazione e di coinvolgimento.

Il recupero di tale patrimonio – attraverso l acquisizione del filmato, la realizzazione della relativa mostra documentaria e la stampa – lo si deve alla Soprintendenza ar­chivistica per il Molise, ad opera innanzitutto di Antonietta Santilli ed Elisabetta D Onofrio che hanno anche curato il catalogo della mostra.

Il catalogo è uno scrigno di notizie. Dopo la prefazione di Elena Glielmo e la presenta­zione delle due curatrici, seguono l intervento giornalistico di Massimo Vitale e quello antropologico di Letizia Bindi. Vi sono, inoltre, più sezioni documentarie: quella archi­vistica che ripropone articoli e carteggi epistolari; quella fotografica che si avvale so­prattutto delle immagini scattate da Trombetta; e quella sui costumi con schede de­scrittive da Antonio Scasserra. La pubblicazione ripropone altresì la relazione di Bevi­lacqua.

Ad impreziosire ulteriormente il catalogo, in allegato c è un Dvd che contiene proprio quanto rimasto delle immagini che l Istituto Luce realizzò in occasione della Sagra.

In chiusura del suo intervento, Mancini ha anche annunciato l intenzione di creare, ad Iser­nia, un Museo del Costume Tradizionale, dove racco­gliere e conservare gli antichi abbi­gliamenti popolari.

l addetto stampa      Mauro Gioielli

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